Chirurgia Laparoscopica e TAMIS

Chirurgia Laparoscopica e TAMIS

La chirurgia laparoscopica è probabilmente l’innovazione più significativa degli ultimi decenni nella chirurgia generale, probabilmente la più nota tra le metodiche di chirurgia mini-invasiva.

Si tratta di una nuova modalità di approccio, che consente di “operare” e rimuovere organi malati nella cavità addominale, non attraverso le classiche incisioni  e l’addome aperto (approccio laparotomico classico), bensì attraverso delle mini-incisioni (comprese tra i 5 e i 12 mm) attraverso cui vengono inseriti dei canali operatori (i trocars), che consentono a loro volta di introdurre  in addome una vera e propria videocamera ad alta definizione, oltre ad una varietà di strumenti chirurgici ad alta tecnologia (pinze, forbici, strumenti ad energia mono- o bipolare, a radiofrequenze od ultrasuoni).

La tecnica laparoscopica consiste innanzitutto nell’insufflare in addome un gas (anidride carbonica) che consente di creare una cavità reale (lo pneumoperitoneo), in modo da beneficiare di una vera e propria camera di lavoro che consenta di inserire lo strumentario necessario per effettuare le diverse tipologie di intervento.

Col progredire della tecnologia ed il miglioramento della raffinatezza degli strumenti, è attualmente possibile eseguire con questa metodica la gran parte degli interventi chirurgici che prima venivano realizzati attraverso l’approccio laparotomico (od open) convenzionale: interventi per patologia oncologica (tumori/neoplasie) di qualsiasi distretto addominale, per patologia infiammatoria, funzionale o di parete. Ovviamente esistono ancora oggi delle controindicazioni che posso richiedere il ricorso all’intervento tradizionale (patologia oncologica avanzata che richieda resezioni multiviscerali, addomi complessi e plurioperati etc).

Da sottolineare che l’approccio laparoscopico è oggi indicato ed ampiamente utilizzato fino a rappresentare il “gold standard” per il trattamento di numerose patologie tumorali, grazie ad anni di ricerca scientifica e studi multicentrici e randomizzati (trials), che hanno dimostrato la medesima efficacia oncologica di questo approccio rispetto a quello open convenzionale per la gran parte delle neoplasie. Analogamente, numerosi studi clinici hanno dimostrato l’efficacia della laparoscopia anche per il trattamento di patologie complesse, quali le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa), anche nelle loro forme recidive.

I vantaggi della chirurgia laparoscopica sono numerosi ed indiscutibili. Innanzitutto, c’è un vantaggio di natura estetica e cosmetica: l’intervento comporta solo piccole cicatrici, spesso nascoste. Le cicatrici di minore dimensione, inoltre, comportano una significativa riduzione del dolore post-operatorio, per cui il paziente riesce a mobilizzarsi e riprendere le proprie attività fisiologiche più precocemente. Ciò comporta una riduzione dei tempi di ricovero e, quindi, un ritorno più rapido alle consuete attività sociali e lavorative.

Dopo un intervento in laparoscopia, anche all’intestino, al paziente è in genere consentito di mobilizzarsi già dalla sera dell’intervento, iniziando a rialimentarsi già il giorno successivo alla procedura chirurgica. L’implementazione della chirurgia mini-invasiva, la mobilizzazione, la rialimentazione precoce, la rimozione precoce o il non utilizzo di presidi quali sondino naso-gastrico, drenaggi o catetere vescicale, sono aspetti che fanno parte dei nuovi principi di “enhanced recovery” o “fast track”, che ormai applichiamo quotidianamente e che hanno consentito di accelerare e migliorare i ricoveri chirurgici, riducendo il trauma e migliorando la qualità di vita del paziente.

Una applicazione specialistica della chirurgia mini-invasiva alla patologia del retto è rappresentata dalla TAMIS (Transanal Minimally Invasive Surgery). La TAMIS consente il trattamento di alcune patologie del retto di natura pre-cancerosa o neoplasie / tumori in stadio iniziale. Sia i polipi del retto (che sono i precursori del carcinoma del retto) di grosse dimensioni (e pertanto non asportabili con le metodiche di endoscopia operativa), sia i cancri (adenocarcinomi) iniziali del retto (i cosiddetti tumori T1 con infiltrazione solo superficiale della sottomucosa), possono essere trattati con questa procedura, in alternativa all’intervento chirurgico maggiore di resezione del retto (TME – Total Mesorectal Excision), che spesso comporta anche la creazione di una stomia temporanea o definitiva.

La procedura consiste nell’utilizzo di un device particolare, che consente di insufflare del gas all’interno del retto stesso (pneumoretto), creando quindi una camera operatoria attraverso cui possono essere inseriti i convenzionali strumenti della chirurgia laparoscopica (pinze, forbici, strumenti di energia a ultrasuoni o radiofrequenza), che consentono di asportare le neoplasie dall’interno, per via endoluminale, preservando il resto dell’organo, cioè il retto stesso. Il paziente verrà quindi dimesso precocemente e tornerà a casa senza cicatrici. È bene sottolineare che in molti casi è necessario attendere l’esame istologico definitivo sul pezzo operatorio asportato per stabilire con certezza se il trattamento è adeguato dal punto di vista oncologico o sarà necessario procedere ad interventi maggiori di radicalizzazione.

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