Chirurgia Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa

Chirurgia Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (M.I.C.I.), anche conosciute come IBD (Inflammatory Bowel Diseases), sono rappresentate da due entità patologiche: la Malattia di Crohn e la Colite Ulcerosa.

La prevalenza di queste malattie a livello globale è significativamente aumentata, specie nelle aree ad elevato sviluppo economico, raggiungendo quasi i 7 milioni di pazienti nel mondo, con una prevalenza di circa 84 per 100.000 abitanti (si pensi che nel 1993 i pazienti affetti erano 3.7 milioni). Si stima che in Italia ci siano circa 250.000 persone affette, di cui il 60% con Colite Ulcerosa ed il 40% con Malattia di Crohn. I picchi di incidenza sono in età giovanile, tarda adolescenza ed età giovane adulta (quindi 15-20 anni e 35-40 anni); esiste poi un 20% di pazienti con diagnosi in età pediatrica.

Presso l’AOU Policlinico Federico II è attivo un centro di riferimento per il trattamento di queste patologie, tra i più grandi in Italia, con oltre 6000 pazienti in follow-up medico e centinaia di pazienti trattati chirurgicamente ogni anno. Di recente è stato attivato un PDTA regionale per il trattamento di queste malattie e la nostra struttura è identificata come centro HUB.

Il Prof Luglio è il referente per il trattamento chirurgico di queste patologie, riferimento per pazienti campani e di provenienza extra-regionale. La chiave per la corretta gestione di queste malattie risiede nella possibilità di offrire un trattamento multidisciplinare, con un team di esperti gastroenterologi, chirurghi, endoscopisti, nutrizionisti, radiologi, pediatri.

Sia la Malattia di Crohn che la Colite Ulcerosa sono patologie a patogenesi immunitaria ed eziologia multifattoriale, per le quali sia fattori ambientali che la familiarità rappresentano fattori di rischio.

La Malattia di Crohn è caratterizzata dallo sviluppo di lesioni infiammatorie, che possono, per definizione, coinvolgere qualsiasi tratto del tubo digerente (dalla bocca all’ano). Oltre il 50% dei pazienti affetti richiede almeno un intervento chirurgico durante la vita, così come non è trascurabile la percentuale di pazienti che devono sottoporsi ad interventi multipli per malattia recidiva. Una delle localizzazioni più frequenti è quella ileocecale, seguita dalle localizzazioni al colon, all’ano ed al piccolo intestino. 

Le complicanze di questa malattia, come le stenosi con sintomatologia occlusiva o le fistole, ed il fallimento delle terapie mediche, anche moderne ed innovative quali quelle con farmaci biologici, richiedono appunto un trattamento chirurgico. Gli interventi possono essere di tipo resettivo (cioè l’asportazione dei tratti di intestino malato) o possono consistere nella creazione di plastiche per allargare i tratti di intestino stenotico/ristretto, attraverso le cosiddette stricturoplastiche. Negli ultimi anni, per altro, la chirurgia è in alcuni casi offerta anche per forme molto precoci di malattia, in alternativa a terapie mediche croniche.

La Colite Ulcerosa, a differenza della Malattia di Crohn, coinvolge il solo colon, con delle forme a localizzazione prevalentemente “sinistra” ed estensione limitata (proctiti, proctosigmoiditi, coliti sinistre) e forme che coinvolgono tutto il colon (pancoliti).

La sintomatologia è rappresentata prevalentemente da diarrea muco-sanguinolenta. Le indicazioni chirurgiche sono rappresentate da: forme refrattarie alla terapia medica; forme acute (coliti acute severe), che possono rappresentare delle vere urgenze chirurgiche per la possibile evoluzione verso forme gravi come il megacolon tossico; esistono poi i casi in cui si sviluppa la cosiddetta “displasia”, una lesione precancerosa la cui esistenza deve essere accuratamente identificata nell’ambito di programmi di sorveglianza, in considerazione del rischio evolutivo verso il cancro del colon-retto.

L’intervento indicato per i pazienti affetti da Colite Ulcerosa è la proctocolectomia totale (cioè la rimozione dell’intero colon e retto), seguiti dalla formazione della J-pouch; si tratta di una plastica realizzata con l’intestino tenue, che vicaria la funzione del retto asportato, consentendo ai pazienti di ripristinare le loro funzioni fisiologiche, evitando il ricorso ad una stomia definitiva.

I pazienti, anche per queste malattie, possono ovviamente beneficiare dei vantaggi della chirurgia mini-invasiva, laparoscopia e robotica, approccio ormai preferito per la stragrande maggioranza dei casi.

Numerosi sono anche gli studi clinici attivi presso il nostro centro, anche multicentrici ed internazionali, con l’intento di migliorare la storia naturale di queste malattie e la qualità di vita dei pazienti: ruolo di nuove configurazioni anastomotiche (es. anastomosi di Kono-S) per la riduzione delle recidive, ruolo delle resezioni mesenteriche, impatto delle cellule mesenchimali o staminali di derivazione autologa od allogenica per il trattamento della malattia fistolizzante dell’ano, ruolo dell’appendicectomia nella storia naturale della Rettocolite Ulcerosa, sono solo alcune tra le sperimentazioni cliniche attive.

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