Esistono esami diagnostici sempre più performanti per lo studio dettagliato di organi e visceri. È questo il caso dell’ecografia transanale a sonda rotante che permette allo specialista di studiare in 3D il retto-ano. Ma come viene eseguito l’esame ecografico e quando è indicata questa metodica?
Cos’è e a cosa serve
È un esame diagnostico che viene eseguito su indicazione dello specialista chirurgo proctologo. Dopo un’attenta raccolta anamnestica dei sintomi riferiti dal paziente e al quadro clinico ottenuto, è possibile prescrivere un’ecografia anorettale per:
- approfondire lo studio della struttura anatomica ano-rettale;
- individuare o monitorare eventuali patologie.
Questo permetterà di ottenere una diagnosi chiara e di escludere patologie, talvolta anche neoplastiche o infiammatorie. Può anche essere associata ad altri esami come l’ecografia transvaginale e/o perineale, per valutare la struttura e le funzioni della pelvi femminile. “Ma non solo: è un approfondimento necessario in tutti quei casi che presentano sintomi di incontinenza fecale, sepsi o fistole anali. Nei casi di malattia neoplastica, è un esame utile a completamento diagnostico ed anche a fini stadiativi.
È utile anche in chi soffre di emorroidi o è affetto da sindrome da defecazione ostruita ed è candidato all’intervento. In questi casi è oltremodo utile per una valutazione preoperatoria che escluda patologie concomitanti, causa di complicanze o fallimento della terapia chirurgica proposta.
Quando fare l’esame
Le principali patologie per cui è utile sottoporsi all’esame sono:
- sepsi anale, ovvero ascessi e fistole anali;
- incontinenza fecale;
- neoplasie anali e perianali
- neoplasie rettali e peri-rettali;
- valutazione preoperatoria in caso di prolasso rettale (esclusione di patologie concomitanti);
- valutazione pelvi femminile.
Come avviene la procedura ecografica
Contrariamente a quanto si possa pensare, l’esame di per sé non è doloroso. È però necessario cercare il più possibile di mettere a proprio agio il malato, così da evitare di contrarre gli sfinteri anali al passaggio della sonda ed avvertire fastidio. La durata media della procedura è di pochi minuti. È previsto un blando anestetico in gel che, applicato sulla sonda, consente un inserimento agevole ed indolore del dispositivo. Nello specifico, l’introduzione della sonda di diametro inferiore ai 2 cm, alla cui estremità è posta una testina rotante a 360°, avverrà con il paziente posizionato sul fianco di sinistra. Attivato quindi il meccanismo di scansione ecografica verrà riprodotta su monitor la ricostruzione anatomica in 3D dell’ano-retto.
Un vero vantaggio rispetto ad altre metodiche. Grazie a questo dispositivo, si valutano in modo immediato e reale le fisiologiche strutture anatomiche dell’ano-retto, così come le eventuali deviazioni patologiche dello stesso, indice di malattie, già segnalate durante visita specialistica. La procedura ultrasonora è, inoltre, minimamente invasiva e priva di effetti collaterali, quindi sicura anche nel caso di pazienti in condizioni cliniche particolarmente severe.
Preparazione
La preparazione all’esame è semplice: prima di sottoporsi all’ecografia bisogna eseguire la pulizia del tratto ano-rettale, attraverso dei semplici clisterini evacuativi, in modo da permettere alla sonda di studiare il viscere agevolmente e senza difficoltà.
Non è necessario il digiuno o seguire particolari regimi dietetici preparatori nei giorni precedenti l’esame , come, ad esempio, avviene nella colonscopia.