Il cancro del colon-retto è uno dei tumori più comuni in tutto il mondo. Negli ultimi anni è migliorato il tasso di sopravvivenza delle persone con tumori del colon-retto, grazie agli sviluppi dei trattamenti medici e delle tecniche chirurgiche, mini-invasive (laparoscopiche e robotiche).
Tumore colorettale: laparoscopia e robotica a confronto
I progressi della chirurgia hanno permesso di diffondere l’uso di tecniche chirurgiche minimamente invasive, come gli approcci laparoscopici e robotici, per interventi complessi in cui è necessario resecare, cioè tagliare, segmenti di intestino malati, come nel caso del cancro del colon-retto. La chirurgia, infatti, è il trattamento standard più efficace per il tumore del colon-retto, soprattutto negli stadi iniziali della malattia.
La resezione colorettale laparoscopica e quella robotica sono tecniche che offrono ai pazienti risultati a breve termine migliori rispetto alla chirurgia cosiddetta a cielo aperto, con meno dolore post-operatorio, recupero più rapido di tutte le funzioni fisiologiche e dell’alimentazione, degenza più breve e un migliore risultato estetico, oltre ad essere equivalenti alla chirurgia aperta sotto il profilo oncologico.
Quali vantaggi della chirurgia mini-invasiva negli anziani?
Come dimostrato da diversi studi scientifici, gli anziani beneficiano particolarmente della chirurgia mini-invasiva, proprio attraverso la riduzione del trauma, la più precoce mobilizzazione e la riduzione, quindi, di alcune complicanze infettive legate sia alle ferite chirurgiche che all’allettamento più prolungato della chirurgia tradizionale.
I sistemi robotici offrono l’ulteriore vantaggio di garantire al chirurgo una migliore visione 3D (tridimensionale), ingrandita dell’area da operare, una grande stabilizzazione dei tremori fisiologici, anche minimi, della mano umana, e una maggiore capacità di arrivare in aree difficili da raggiungere senza il braccio robotico.
Proprio per queste caratteristiche, la chirurgia mini-invasiva sia robotica che laparoscopica, è indicata anche nei pazienti anziani e molto anziani, che devono sottoporsi a resezione per cancro colorettale. Come evidenziato anche dagli studi clinici sugli ottuagenari, la chirurgia mini-invasiva su questi pazienti si associa a una minore perdita di sangue intraoperatoria e una durata media della degenza ridotta, fattori particolarmente importanti in queste persone. Infatti, una lunga ospedalizzazione o un lungo periodo trascorso a letto, a causa di anemizzazione ad esempio, possono comportare per questa popolazione di pazienti, gravi conseguenze quali un aumentato rischio di trombosi venose profonde ed embolia polmonare, ulcere cutanee da decubito, confusione mentale ed altre complicanze cardio-polmonari, quali le polmoniti nosocomiali.
La tecnologia laparoscopica di ultima generazione ed il sistema robotico Da Vinci sono in uso, per questo tipo di operazioni, da molti anni presso l’AOU Federico II.