L’ambulatorio di Chirurgia generale del Prof. Luglio, si concentra soprattutto sulle problematiche degli organi della cavità addominale, come intestino, stomaco, colon, cistifellea, ernie e patologie cutanee, oltre che problematiche tipicamente “proctologiche”, che cioè interessano il retto e l’ano.
Le patologie
La maggior parte dei casi trattati presso l’ambulatorio riguarda la chirurgia:
- oncologica;
- Colorettale
- proctologica;
- di parete;
- cutanea.
I pazienti arrivano in ambulatorio generalmente indirizzati dal medico di medicina generale o da altri specialistii, che spesso hanno già effettuato una diagnosi grazie a esami di approfondimento, consigliando unl consulto specialistico.
Ambulatorio di Chirurgia generale: la prima visita
Lo svolgimento della visita con lo specialista varia in base alla sintomatologia presentata dal paziente. Solitamente, si sviluppa in due momenti: anamnesi ed esame obiettivo.
Durante l’anamnesi, il paziente fornisce al medico una serie di informazioni sui sintomi, ma anche sulla sua salute in generale, sulle patologie in famiglia, sul suo stile di vita e sulle abitudini lavorative.
L’indagine prosegue, poi, in base alla problematica. Per esempio, nei pazienti con sintomatologia dolorosa addominale o patologie di parete (ernia, laparoceli), si effettuano una valutazione clinica e un esame obiettivo. Nel caso di un paziente proctologico, dopo l’anamnesi sono necessarie l’esplorazione anale e rettale e l’anoscopia (endoscopia che consente di visualizzare ill retto e ed il canale anale, cioè gli ultimi 20 cm del grosso intestino); in alcuni casi potrà anche essere indicata una Ecografia transanale o transrettale 3D.
Infine, il paziente è indirizzato al trattamento farmacologico, alla chirurgia ambulatoriale o al ricovero.
La chirurgia oncologica, proctologica e di parete
Tra i casi più frequenti indirizzati all’ambulatorio di Chirurgia generale ci sono pazienti con sospetti sanguinamenti di possibile origine emorroidaria, che spesso non hanno mai effettuato esami di screening per il tumore del colonretto (che sarebbe opportuno eseguire sempre dopo i 50 anni, o comunque dopo i 45 in caso di sanguinamento durante la defecazione). La visita chirurgica, allora, può portare alla prescrizione di esami diagnostici per escludere patologie oncologiche, oltre al trattamento di eventuali disturbi proctologici.
In altri casi, quando il paziente è indirizzato allo specialista chirurgo, si è già in presenza di una diagnosi effettuata grazie a gastroscopia, colonscopia o TC. Per tumori dello stomaco e colorettali, dopo una valutazione ambulatoriale, il percorso prosegue con l’indirizzamento all’oncologo o con l’intervento chirurgico, dopo valutazione multidisciplinare, attraverso il cosiddetto GOM (Gruppo Oncologico Multidisciplinare).
Anche per pazienti con problematiche meno gravi come ernia inguinale, emorroidi, colecisti con calcoli, fistole, prolassi rettali, ragadi anali è indicata la chirurgia.
La chirurgia ambulatoriale
Dopo la visita specialistica, alcune patologie cutanee che non richiedono ricovero vengono trattate mediante chirurgia con anestesia locale. Tra gli interventi ambulatoriali: asportazioni di cisti sebacee, lipomi, nevi cutanei, fibromi etc
I trattamenti chirurgici tradizionali
Tra i trattamenti di patologie per cui si rimanda al ricovero, si contano gli interventi di chirurgia oncologica (tumori dello stomaco e del colon-retto), per le malattie infiammatorie croniche intestinali (Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa), chirurgia generale e di parete (colecistectomia, ernioplastica con rete, laparoceli, con tecniche open, laparoscopiche o robotiche) e di chirurgia procotologica (emorroidectomia, prolassectomia, fistulectomie), con metodiche tradizionali, mini-invasive (laser, dearterialzzaione con emorroidopessi, flap etc) e fin anche robotiche, come nel caso del trattamento del prolasso rettale (rettopessi ventrale robotica).